Il Pellet
Cos' è il pellet

 

 

 

 

 

 

 

BREVE CENNI SULLA COMBUSTIONE DEL PELLET


Cos'è i l p e l l e t


Nonostante oggi si possa affermare che quasi tutti ne abbiano sentito palare riteniamo necessario approfondire la sua conoscenza giacché sono molte le voci circolanti e discordanti.
Innanzitutto va detto che, di per sé, il termine pellet non identifica un combustibile alternativo ecologico di legno ma indica la forma cilindrica di un prodotto compatto di piccole dimensioni rassomigliante ad un tappo di sughero od ad un proiettile… tale termine è stato utilizzato anche per un processo di compattazione/densificazione nel settore mangimistico ed agro-alimentare in genere.

Infatti il pellet esiste come frutto di tale processo da decine di anni ed è nato per soddisfare l'esigenza di trasportabilità, stoccabilità dei mangimi per animali d'allevamento.
Il termine corretto è "pellet di legno" e dobbiamo la sua esistenza allo sviluppo di tali tecnologie nel settore agro-alimentare e zoo-tecnico.
Sembrerebbe che i canadesi siano stati tra i primi ad adottare il processo di "pellettatura" nel settore mangimistico fin dagli anni 60' e poi, di qui, sono state create macchine apposite per cercare di densificare maggiormente la segatura quale scarto di lavorazione dei tronchi e legname in genere (anni 80').


IL PROCESSO DELLA FOTOSINTESI


• Il vantaggio ecologico del pellet è che il suo grado di inquinamento durante la combustione è il più basso in assoluto; oltre a non danneggiare l'ozono, non aggrava l'effetto serra, in quanto legno naturale (e non combustibile fossile).
• le stufe che lo utilizzano raggiungono temperature di regime dicombustione elevatissime sotto controllo elettronico a microprocessore: ciò assicura sempre un perfetto processo di ossidazione dei gas prodotti dal legno poiché un piccolo programma "firmware" regola costantemente la quantità di combustibile e di aria necessaria al processo di combustione.
Qualcosa di simile è successo nel settore automobilistico con l'avvento delle cosiddette marmitte catalittiche a sonda lambda.
• Per quanto riguarda l'aspetto più pratico ed economico dobbiamo pensare che gli utilizzatori di legna da ardere sono probabilmente i migliori candidati per dare una risposta.
Infatti se è vero che a tutti interessa l'enorme economia sul costo del riscaldamento è altrettanto vero che la maggior parte delle persone non accetta la scomodità di una legnaia in casa propria.
Avere una catasta di legna significa molto spazio occupato, tempo da dedicarvi durante la stagione estiva per la sistemazione, "viavai" di ceste per il rifornimento della stufa/caminetto con conseguente sporcizia e residui… insomma non è da tutti.
Grazie alla sua forma minuta, cilindrica ed omogenea il pellet di legno si comporta molto più similmente ad un liquido che ad un solido: l'alimentazione dello stesso negli apparecchi è automatica ed avviene prelevandolo da un serbatoio di capienza variabile che consente autonomie molto lunghe.
• Lo stoccaggio annuale è semplice, comodo e rapido: basti pensare che il potere calorifico di un buon pellet per stufe raggiunge anche le 5.200 Kcal/h per chilogrammo (PCI)* mentre la legna da ardere, normalmente, si aggira sulle 2.500 Kcal/h per Kg. Il pellet poi occupa 1/5 dello spazio della legna da ardere ed è confezionato anche in comodi sacchetti da 10-15 Kg, puliti e facilmente trasportabili.
A titolo esemplificativo riportiamo qui a seguito una tabella di comparazione combustibili con il pellet:
Tipo combustibile Unità di misura Resa calorica (P.C.I.)*
Pellet di legno Kg 5.200 Kcal/h c.ca
Legna da ardere Kg 2.500 Kcal/h c.ca
Metano Mc 8.200 Kcal/h c.ca
Gasolio (1 Lt=0,85 Kg.) Lt 8.500 Kcal/h c.ca
G.P.L. (1 Mc=4,166 Lt.) Mc 21.500 Kcal/h c.ca


(P.C.I.)* = Potere Calorifico Inferiore; ovvero il potere calorico che non tiene conto del calore latente di evaporazione dell'acqua : in pratica dall'energia totale sprigionata dalla combustione viene giustamente depennata quella parte necessaria all'evaporazione dell'acqua contenuta dentro il combustibile.

 Nel caso della biomassa questa parte di energia è rilevante e pesantemente condizionante il valore del P.C.I.
Rimane sottointeso che il valore calorico della legna presenta variazioni importanti a seconda della sua stagionatura e quindi contenuto acqueo.
Dallo schema soprastante è facile ricavare quale sia la percentuale di risparmio rispetto ai combustibili fossili tradizionali: sicuramente il 50% è un dato mediamente più che attendibile, anche considerando le differenze di prezzi a seconda delle zone.
Se poi consideriamo il riscaldamento a mezzo di aria calda (stufe, generatori aria centralizzati, ecc.) in alloggi e case di normali dimensioni, possiamo arrivare a delle punte del 70%.


Le ceneri e rendimenti:


 

L'altro aspetto molto importante del pellet è il contenuto ceneri: la legna da ardere infatti non presenta solo il problema del contenuto acqueo (<40%) che ne abbassa drasticamente il potere calorifico ma anche quello del contenuto di corteccia ed impurità varie.
La maggior parte del pellet di buona qualità presente sul mercato offre dei contenuti ceneri inferiori all'1% del peso totale e di acqua inferiore al 10%; ciò significa che l'apparecchio che lo brucia (es. piccole stufe) offrirà all'utente la possibilità di limitare moltissimo la pulizia dello stesso ed il suo rifornimento, rendendo la combustione del pellet qualcosa di accettabile anche per chi ha sempre utilizzato combustibili liquidi o gassosi.


Tecnologie d i combustione


Il pellet è sostanzialmente un combustibile solido granulare fatto di segatura compressa in piccole capsule cilindriche normalmente del diametro da 6 a 10 mm.; Il 6 mm. è il più largamente utilizzato e costituisce uno standard Europeo per gli apparecchi di piccole dimensioni come stufe e caldaie civili (fino al max. 60-100 Kw.).
Il suo peso specifico elevato (non galleggia nell'acqua), il suo contenuto acqueo bassissimo (<10%) e la sua trasportabilità fanno si che si comporti quasi come un combustibile liquido.
In pratica, grazie alla tecnologia dei microprocessori attuale, il pellet viene avviato nella camera di combustione automaticamente per poi essere incendiato in automatico ad un ora prestabilita (stufe) od una richiesta di calore precisa (caldaie).


Sistema di alimentazione del pellet.

Il sistema largamente più usato, specie in Europa, è l'alimentatore a coclea inclinata a 15-25° che provvede al prelievo ed al dosaggio stesso del pellet portandolo in caduta libera all'interno di un tubo; di qui il
combustibile scivola per gravità sino all'interno della camera di combustione e quindi nel braciere.
Tale accorgimento isola perfettamente il serbatoio e gli organi meccanici dalle alte temperature di combustione poiché il tubo di scivolamento non contiene ostruzione alcuna e rimane vuoto la maggior parte del tempo.
Il braciere, dove avviene la combustione è dotato di apposite asole sul fondo che consentono il passaggio dell'aria comburente; gli inconvenientisi verificano quando:
1. il pellet è ad elevato contenuto di ceneri,
2. è di scarsa qualità,
3. cattiva regolare dei parametri
portano ad un rapido declino delle prestazioni di combustione e
compromettono l'affidabilità dell'apparecchio.
Va compreso che rimane comunque uno dei sistemi probabilmente più compatti e sicuri e, dal momento che è installato sulla maggior parte di stufe domestiche, la pulizia periodica risulta sufficientemente comoda e rapida.